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Home Articoli Pisa, le comunità kurde di tutta la Toscana in piazza contro gli arresti 0


Pisa, le comunità kurde di tutta la Toscana in piazza contro gli arresti 0

Inviato da Pisanotizie.it:- Sabato pomeriggio le comunità kurde di tutta la Toscana si sono ritrovate a Pisa per manifestare contro la maxioperazione di polizia che si è svolta all'alba di venerdì scorso e che ha portato a undici arresti in Italia, quindici in Francia e a un centinaio in tutto tra indagati e fermati. E' questo il bilancio dell'operazione 'dogum' (matrimonio) guidata dalla Digos di Venezia che ha coinvolto tutta la nazione. Gli arrestati sono dieci kurdi e un italiano. L'accusa è di associazione con finalità di terrorismo (270 bis del codice penale).

Quattro degli 11 arresti sono stati effettuati nel pisano, precisamente alla Tenuta Quarrata, in villa San Giorgio, nella località di Santo Pietro Belvedere, nel comune di Capannoli. A questi si aggiungono cinquanta fermi, condotti poi in Questura per gli interrogatori e in seguiot tutti rilasciati nel corso delle 24 ore. Nella tenuta, secondo gli inquirenti, sarebbe avvenuto l'indottrinamento delle reclute poi inviate a sostenere la lotta del Pkk.

Ma controlli e perquisizioni da parte delle forze di polizia sono avvenuti all'alba di venerdì 26 febbraio anche nelle abitazioni civili di diversi cittadini kurdi che da anni vivono e lavorano tra Ponsacco e Pontedera, e che in questi anni sono stati promotori di numerose iniziative, in collaborazione con l'associazionismo locale e i comuni della Valdera per i diritti del popolo kurdo. In questi casi sono stati portati via dalle abitazioni libri, cd musicali, volantini. A carico di queste persone non vi è alcuna accusa, le perquisizioni hanno dato esito negativo e tutte sono state rilasciate, dopo essere state trasferite dalle loro case al commissariato di Pontedera.

Contro questa operazione e il tentativo di criminalizzare un popolo che lotta per la sua libertà da decenni, in 500 hanno sfilato sabato pomeriggio per le strade del centro di Pisa.

Il corteo è partito intorno alle 16:00 da Piazza Sant'Antonio segnato dal verde, dal giallo e dal rosso: i colori della bandiera del Kurdistan. Tante le bandiere in cui era rappresentata la figura del presidente del PKK Öcalan, recluso in un carcere di massima sicurezza ad İmrali, un'isola del Mar di Marmara.

Tanti gli slogan e gli striscioni in cui si chiede la scarcerazione di Öcalan e la libertà del Kurdistan. Molto chiaro e netto il giudizio su quanto avvenuto negli scorsi giorni. Gli esponenti kurdi hanno dichiarato: "La Turchia ha avviato una campagna di criminalizzazione della popolazione kurda in Europa e di tutte le sue espressione associative che promuovono eventi e manifestazioni di carattere sociale e culturale. Riteniamo che l'operazione di polizia di questa mattina, che ha portato al fermo di diverse persone, rientri in quest'ottica. L'unico obbiettivo che si tenta di perseguire attraverso ciò, non sia altro che attaccare con forza il diritto del popolo kurdo di auto-organizzarsi e di rendere ancora più difficile la vita di una popolazione che è stata obbligata con la forza a lasciare il proprio paese".

La quasi totalità dei kurdi che vive nella nostra provincia, così come in Italia, ha richiesto asilo politico e da anni ormai lavora e vive nel nostro paese:

"Non siamo terroristi - spiegano più volte gli esponenti kurdi - rivendichiamo il nostro diritto come popolo a vivere in pace secondo le nostre tradizioni e usi, cosa che invece il Governo turco cerca di impedire con la violenza".

"Siamo comunque fiduciosi - conclude una nota delle Comunità kurde in Italia - nel lavoro della magistratura italiana e speriamo che questa situazione possa essere presto risolta in maniera positiva senza discriminare ulteriormente  il popolo kurdo. Tale operazione, inoltre, rende assai più difficile l'attività solidaristica di tutte quelle organizzazioni non governative e associazioni che si battono per la pace in Turchia e in tutto il Medio Oriente. Speriamo che, almeno l'Europa, possa garantire il diritto del popolo kurdo all'esistenza e a un futuro di libertà".

Così il corteo attraversa corso Italia per poi giungere in Logge di Banchi, sotto il Comune dove si susseguono interventi, musica e danze. Già nelle prossime settimane sono previste nuove iniziative contro gli arresti.

 

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