Se fosse lei il nuovo primo ministro dell'Iraq cosa farebbe?
di Roberto Bongiorni
Sei brevi dichiarazioni. Si tratta di gente comune irachena , per lo più sciita, intervistata ieri mattina dopo il voto in un seggio elettorale di Sadr City, lo sterminato quartiere sciita di quasi tre milioni di abitanti, uno dei più degradati di Baghdad e roccaforte delle milizie dell'esercito del Mahdi. Ho posto a tutti la stessa domanda: se fosse lei il nuovo primo ministro dell'Iraq cosa farebbe? Forse una domanda ingenua che offre però, almeno in parte, un'indicazione di quali sono le vere priorità e i bisogni degli iracheni.
Sorpresa: nessuno, o quasi, ha detto di voler mandare via i soldati americani, di cacciare via i politici iracheni o ha lanciato invettive verso le altre confessioni religiose o etnie. Hanno tutti parlato in nome dell'Iraq unito.
Se fosse lei il nuovo primo ministro dell'Iraq cosa farebbe?
Fatima :- "Se fossi il primo ministro vorrei aiutare la gente più povera. Migliorerei le condizioni di vita di tutta la gente irachena. E soprattutto darei un maggior sostegno alle vedove dell'Iraq. Sono quasi un milione e non ricevono un'adeguata assistenza dallo Stato. E' molto triste.
Fatma Ali, 25 anni , impiegata governativa e segretaria di seggio. Sciita.
Jouma:- Aiuterei i più poveri e soprattutto troverei un lavoro ai giovani laureati iracheni. Sono loro la nostra speranza. E se fossi primo ministro costruirei una rete elettrica decente, con l'elettricità per tante ore al giorno. Farei di tutto per distribuire acqua alle famiglie, e rinforzerei i trasporti.
Jouma Abdul Hassan, 52 anni, pensionato
Jabbar : Io premier? Farei di tutto per far ripartire la nostra economia, ecco la priorità. E fornirei a tutti gli iracheni una casa e un lavoro. Quando la gente ha un lavoro e non è abbandonata sulla strada non è tentata ad arruolarsi tra le fila dei gruppi estremisti o dei criminali".
Jabbar Mazi Hassan, sciita, 45 anni, impiegato
Amira:- La sicurezza. Senza sicurezza e stabilità per il Paese ho paura per il futuro dei miei bambini. In queste elezioni non votiamo per noi ma per il futuro dei nostri bambini. Spero che presto possano andare andare a scuola e tornare ritornare sani e salvi, ogni giorno, senza che noi dobbiamo stare in pensiero fino a che non li rivediamo.
Amira Abdhalla , 25 anni, casalinga
Zinab:- Investirei in principio sulla sicurezza e sulla stabilità. Senza sicurezza non possiamo ricostruire il nostro Iraq. Sono venuta a votare per questo. Una volta raggiunto questo obiettivo io migliorerei il sistema scolastico. Lo stato in cui versa l'educazione in Iraq è disastroso.
Zinab Fauzi, 18 anni , studente scuole superiori
Fonte:Sole24ore
Sei brevi dichiarazioni. Si tratta di gente comune irachena , per lo più sciita, intervistata ieri mattina dopo il voto in un seggio elettorale di Sadr City, lo sterminato quartiere sciita di quasi tre milioni di abitanti, uno dei più degradati di Baghdad e roccaforte delle milizie dell'esercito del Mahdi. Ho posto a tutti la stessa domanda: se fosse lei il nuovo primo ministro dell'Iraq cosa farebbe? Forse una domanda ingenua che offre però, almeno in parte, un'indicazione di quali sono le vere priorità e i bisogni degli iracheni.
Sorpresa: nessuno, o quasi, ha detto di voler mandare via i soldati americani, di cacciare via i politici iracheni o ha lanciato invettive verso le altre confessioni religiose o etnie. Hanno tutti parlato in nome dell'Iraq unito.
Se fosse lei il nuovo primo ministro dell'Iraq cosa farebbe?
Fatima :- "Se fossi il primo ministro vorrei aiutare la gente più povera. Migliorerei le condizioni di vita di tutta la gente irachena. E soprattutto darei un maggior sostegno alle vedove dell'Iraq. Sono quasi un milione e non ricevono un'adeguata assistenza dallo Stato. E' molto triste.Fatma Ali, 25 anni , impiegata governativa e segretaria di seggio. Sciita.
Jouma:- Aiuterei i più poveri e soprattutto troverei un lavoro ai giovani laureati iracheni. Sono loro la nostra speranza. E se fossi primo ministro costruirei una rete elettrica decente, con l'elettricità per tante ore al giorno. Farei di tutto per distribuire acqua alle famiglie, e rinforzerei i trasporti.Jouma Abdul Hassan, 52 anni, pensionato
Jabbar : Io premier? Farei di tutto per far ripartire la nostra economia, ecco la priorità. E fornirei a tutti gli iracheni una casa e un lavoro. Quando la gente ha un lavoro e non è abbandonata sulla strada non è tentata ad arruolarsi tra le fila dei gruppi estremisti o dei criminali".Jabbar Mazi Hassan, sciita, 45 anni, impiegato
Amira:- La sicurezza. Senza sicurezza e stabilità per il Paese ho paura per il futuro dei miei bambini. In queste elezioni non votiamo per noi ma per il futuro dei nostri bambini. Spero che presto possano andare andare a scuola e tornare ritornare sani e salvi, ogni giorno, senza che noi dobbiamo stare in pensiero fino a che non li rivediamo.Amira Abdhalla , 25 anni, casalinga
Zinab:- Investirei in principio sulla sicurezza e sulla stabilità. Senza sicurezza non possiamo ricostruire il nostro Iraq. Sono venuta a votare per questo. Una volta raggiunto questo obiettivo io migliorerei il sistema scolastico. Lo stato in cui versa l'educazione in Iraq è disastroso.Zinab Fauzi, 18 anni , studente scuole superiori
Fonte:Sole24ore
Ultimo aggiornamento ( Sabato 13 Marzo 2010 18:47 )
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