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L'inviata di Presa Diretta racconta il suo reportage in Kurdistan

alessandraia

Elena Stramentinoli ha presentato un'anteprima di un'intervista alla madre di un ragazzo danese morto in Siria come foreign fighter. Le testimonianze di una volontaria in Turchia e di una .......... collaboratrice di Emergency Lucas è nato in Danimarca ed è morto nel 2014 a 26 anni a Kobane, in Siria. Era partito a 18 dopo essersi convertito qualche anno prima, a seguito dell'incontro con un reclutatore di foreign fighters, presso il quale aveva trovato lavoro. Con il video dell'intervista alla madre di questo ragazzo è iniziata la serata, organizzata da Pagine Azzurre nella sede di Cultura e Sviluppo, con Elena Stramentinoli, inviata della trasmissione di Rai Tre Presa Diretta, tornata di recente dal Kurdistan iracheno (la serata ha avuto luogo il 14 luglio, prima del tentato colpo di Stato in Turchia, ndr). “Sono ragazzi coraggiosi, altrimenti non partirebbero per la Siria come foreign fighters – ha detto la madre del ragazzo – e si illudono di realizzare qualcosa di importante andando a combattere”. Nel video sono mostrati i messaggi che Lucas inviava alla madre, pieni di affetto e di parole rassicuranti, ma secondo la donna era controllato e non poteva scrivere quello che voleva. Il controllo dei reclutatori è infatti totale, racconta la madre di Lucas, che ora teme per il figlio minore il quale potrebbe seguire le orme del fratello.

La giornalista ha raccontato anche con immagini il suo reportage, che sarà mandato in onda integralmente a settembre sulla Rai. Il Kurdistan è una regione autonoma riconosciuta da Baghdad, con un governo e un esercito propri, e con Erbil come capitale. I peshmerga e l'esercito iracheno combattono i miliziani dell'Isis e a questi si aggiungono i bombardamenti degli Stati Uniti e Francia. La Stramentinoli ha raccontato anche la situazione dei campi profughi che ha visistato direttamente. Anche l'Esercito italiano è presente a in Kurdistan, con una delle basi a Erbil per addestrare i peshmerga che non sono un esercito ma una milizia.

Alla serata è poi intervenuta Lucia Giusti dell'associazione Verso il Kurdistan che ha parlato delle borse di studio per le ragazze e dei progetti sanitari in atto in Turchia. Di recente è stato con un gruppo di volontari a Cizre, città della Turchia rimasta sotto assedio per 79 giorni da parte dell'esercito turco. Lì i militari hanno compiuto un genocidio, racconta Lucia Giusti, con oltri 280 morti. Le sue parole e le immagini hanno spiegato le sofferenze del popolo curdo in Turchia.

In conclusione è intervenuta Francesca Bocchini di Emergency, che ha illustrato i progetti di accoglienza in Kurdistan da parte dell'associazione umanitiaria per la quale lavora. Emergency ha attivato un Centro di riabilitazione a Sulaimaniya, in Kurdistan, e offre assistenza sanitaria ai profughi iracheni e siriani nei campi delle aree di Arbat e di Kalar. Ci sono poi altri Centri sanitari ad Arbat e Kalar.
24/07/2016
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