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Continuano le repressioni sui curdi. Ed Erdogan si muove in barba al diritto internazionale

turcoinvasione

di Shorsh Surme
Quando il dittatore Saddam Hussein occupo l’Emirato del Kuwait, furono giustamente mobilitati più di 30 paesi per ......

liberare il paese perché il dittatore iracheno aveva violato il diritto internazionale. Oggi il “sultano” turco Recep Tayyip Erdogan sta facendo la medesima cosa occupando una parte della Siria , la quale gode di una sua sovranità indipendentemente da chi è governata: in questo caso, però, la comunità internazionale sembra essersi dimenticata del “diritto internazionale”.
Dal 24 agosto l’esercito turco ha occupato militarmente con i carri armati la citta siriana di Jarabulus, ed è ormai evidente che il sultano turco non ha mai rinunciato al vecchio sogno di riprendere una parte della Siria.
Non è infatti un mistero che da almeno cinque anni nelle intenzioni di Ankara vi è quella di creare una zona cuscinetto fra Siria e Turchia, ed è certamente questo il vero scopo dell’intervento dei turchi nel conflitto siriano. Lo scopo è impedire ai curdi di realizzare il sogno del Kurdistan siriano, il Rojava, cioè una provincia autonoma. Insieme alla Regione autonoma del Kurdistan iracheno, essa avrebbe rappresentato l’incoraggiamento più esplicito alla secessione dei curdi della Turchia per unirsi ai loro fratelli di oltreconfine e creare il tanto ambito Kurdistan indipendente.
Tuttavia, anche in questo caso viene fuori tutta l’ipocrisia dell’occidente ed in primis gli Stati Uniti, che a voce approvano l’indipendenza del Kurdistan, ma nei fatti invece prediligono altri interessi.
La storia recente ha visto 9 milioni di curdi essere costretti a combattere in quattro sporche guerre contro l’Iran degli ayatollah, 20 milioni di curdi per la politica repressiva del presidente turco Erdogan, poi ancora per il siriano Bashar al-Assad ed oggi non si sa per chi, contro l’Isis in Siria e in Iraq, dove i massacri dei jihadisti hanno preso il posto di quelli di Saddam Hussein.
In questo momento servirebbe un accordo internazionale per mettere finalmente ordine in un’area del mondo in cui vige l’anarchia totale, in cui 40 milioni di curdi da oltre un secolo sono oggetto di abusi, violenze, vittime di genocidi e di persecuzioni.