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Mosul. Essenziale preparare prima la forma federale tra etnie e confessioni

peshmergaamosul

di Shorsh Surme
Si apre ora ila fase della liberazione di Mosul, l’antica Ninive e seconda città dell’Iraq, divenuta capitale del Califfato: presa........

dall’Isis nel 2014 è stata da subito teatro di indicibili violenze ad opera dei tagliagole di Abu Bakr al-Baghdadi, soprattutto contro i cristiani e gli yazidi che non si sono voluti convertire all’Islam e alla visione radicale dei jihadisti. Gli abitan di Mosul sono in maggioranza musulmani sunniti.
Dopo la liberazione dell’Iraq nel 2003 dal regime sanguinario di Saddam Hussein, la comunità sunnita è stata isolata valutamente della comunità sciita, e in conseguenza le entità fondamentaliste come al-Qaeda prima e lo Stato Islamico poi hanno sfruttato la situazione per acquisire una posizione nelle aree sunnite irachene.
Gli sciiti stanno ripetendo oggi l’errore che aveva commesso il dittatore Hussein massacrandoli ed estromettendoli dal potere, una violenta lotta intestina all’Islam che ormai dura da 1.400 anni senza mai trovare una soluzione pacifica.
Cosi il conflitto tra gli sciiti e i sunniti potrebbe influenzare negativamente la liberazione della città di Mosul. In questo momento vi sono tre brigate curde di valorosi peshmerga pronte ad affrontare la guerra del Nord, dodici brigate irachene delle quali cinque stanno compiendo un turno d’addestramento da parte degli istruttori della coalizione internazionale che sta assistendo il governo di Baghdad. Oltre queste brigate, ci seranno gli uomini della polizia di Mosul e delle forze tribali della regione, che poi dovranno controllare la città una volta che sarà liberata dei terroristi dell’Isis.
È quindi essenziale una riconciliazione già prima dell’offensiva militare per la liberazione, altrimenti si ripeterà la stessa dinamica del post Saddam.
A questo punto l’unica soluzione per una convivenza pacifica tra tutte le etnie e le confezioni religiose, è che Ninive si trasformi in una regione federale con la condivisione del potere decentrale, che dia la possibilità di formare un’autorità composta da tutti per governare la città pacificamente, come sancito dalla nuova costituzione Irachena.
Gli analisti prevedono tuttavia che la liberazione di Mosul non sarà tuttavia cosa facile, che vi saranno più di un milione e mezzo di profughi i quali saranno cin tutta probabilità accolti nel Kurdistan irq, che già ne ospita oltre due milioni.