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Il primo Dizionario Italiano - Curdo
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Fermiamo la guerra al popolo curdo

kurdistanm turco donna piange grande

di Alessio Di Florio*
In Kurdistan da decenni prosegue una vera e propria guerra di persecuzione da parte dell’esercito turco. Una guerra diventata ancor più violenta e repressiva, se possibile, negli ultimi anni. La Rete Italiana di solidarietà con il popolo curdo nel dicembre scorso denunciò che.......

quotidianamente i civili curdi vengono “giustiziati da polizia e esercito turchi con l’impiego di tank”, cecchini “sparano a donne e bambini perfino all’interno delle loro case, a ragazzini che vengono abbattuti nelle strade perché hanno osato scavare trincee per non far passare i carri armati dell’esercito e difendere così le proprie case e i propri cari” in quello che il deputato HDP Ferhat Encü definì “una pulizia etnica” con “lo stato turco attacca civili con armi pesanti, come se si stesse confrontando con militari di un altro stato”.
Il fallito (o presunto) golpe dello scorso luglio contro Erdogan ha portato ad un ulteriore inasprimento cruento della guerra turca contro il popolo curdo, all’insegna di una totale repressione. Nei giorni scorsi ventotto municipalità nei distretti di Sur e Silvan a Diyarbakir sono state sequestrate dallo Stato turco sostituendo i sindaci democraticamente eletti con fiduciari del governo Erdogan. 11.500 sono gli insegnanti curdi sospesi dopo il “golpe” di luglio, perché considerati vicini al Pkk e al popolo curdo (leggi anche Erdogan sospende 11mila docenti kurdi). Senza dimenticare le condizioni in cui è incarcerato Abdullah Ocalan. Solo nei giorni scorsi, e dopo uno sciopero della fame per la fine dell’isolamento del leader curdo (di cui non si avevano più notizie da circa 510 giorni), è stato consentito al fratello Mehmet di visitarlo. Tutto questo avviene, come abbiamo già riportato nei giorni scorsi, anche grazie all’ipocrita complicità delle cancellerie occidentali.
Come già accaduto con in Spagna nel 1939, per il Cile dopo il golpe di Pinochet, per il SudAfrica di Mandela e da decenni con la Palestina, è necessaria e indispensabile per il Kurdistan la massima solidarietà internazionalista possibile. È questa la motivazione che ha portato la Rete Italiana di solidarietà con il popolo kurdo ha convocare per il 24 settembre una manifestazione nazionale a Roma:
* Per fermare l’invasione turca del Rojava; contro la sporca guerra della Turchia al popolo curdo e sulla pelle dei profughi e rifugiati
* Contro la repressione della società civile, del movimento curdo e di tutte le forze democratiche in Turchia
* Contro la barbarie dell’Isis per l’universalismo dei valori umani;
* Per il Confederalismo Democratico
* Per bloccare il supporto delle potenze internazionali e locali, in particolare Usa e Ue alla Turchia e mettere fine al vergognoso accordo sui profughi
* Per la fine dell’isolamento e per la liberazione del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan
La Rete invita alla massima partecipazione possibile, e a condividere e far conoscere la piattaforma della manifestazione. Ancor di più dopo l’oscuramento della propria pagina facebook pochi giorni dopo il lancio della manifestazione.
* Ha aderito alla campagna 2016 Facciamo Comune insieme.

fonte:comune info