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Home Articoli Turchia. Continuano la repressione e il massacro dei curdi


Turchia. Continuano la repressione e il massacro dei curdi

di Shorsh Surme
La polizia turca continua nell’a sua azione di repressione della popolazione curda del Kurdistan della Turchia (Nord Kurdistan). Mercoledì scorso.....

la gli agenti hanno arrestato almeno 25 persone tra le quali i due co-sindaci Gültan Kisanak e Firat Anli della città metropolitana di Diyarbakır, capitale simbolica del Kurdistan.
Di fatto, dopo la golpe fasullo del 15 di luglio scorso, sono stati rimossi 24 sindaci eletti dai cittadini curdi ed appartenenti all’Hdp, il partito democratico dei popoli che è la terza forza politica del Paese e che attualmente è definibile come la principale opposizione a Erdoǧan.
Nel Krdistan della Turchia la maggioranza politica non è infatti rappresentata dal partito del governo Akp, bensì dal partito curdo, che nelle elezioni del giugno 2015 era riuscito a entrare per la prima volta in Parlamento e a togliere a quello del presidente Erdogan la maggioranza assoluta.
All’attacco militare si è aggiunto anche quello politico. In seguito alla rimozione dell’immunità parlamentare, diversi esponenti del partito curdo Hdp, fra cui anche i loro leader principali quali Selattin Demirtas e Figen Hüksekdag, hanno ricevuto mandati di comparizione e richieste di pene fino a 15 anni con accuse infondate quali il “supporto morale al terrorismo”.
Ormai è da più di una anno che la popolazione curda del Kurdistan è sotto assedio: bombardamenti e coprifuoco hanno distrutto intere città e provocato più di mille vittime fra i civili. La testimonianza viene anche da Mazlum Dolan, giornalista arrestato: il messaggio viene dal cellulare del giornalista dell’agenzia di stampa curda Diha, intrappolato in uno scantinato sotto le bombe dell’esercito turco, dove si legge che “Non possiamo respirare, stiamo soffocando”.
Tutto questo avviene nel silenzio quasi totale della comunità internazionale e in generale e dell’Unione Europea in particolare.