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Lago di 20 mila anni fa nel Kurdistan iracheno


di GIACOMINA PELLIZZARI
Vicinissimi a Mosul dove la guerra incombe con tutta la sua ferocia, gli archeologi dell’università di Udine continuano a scavare nella......

regione di Douk, nel Kurdistan iracheno. Proprio qui hanno portato alla luce i resti di un lago risalente a circa 20 mila anni fa. È riconducibile al tardo Pleistocene-primo Olocene e consentirà di ricostruire i cambiamenti metereologici avvenuti nei secoli. Nell’ultima campagna di scavo della concessione scaduta e in corso di rinnovo, la missione diretta dal professor Daniele Morandi Bonacossi, ha scoperto più di 150 nuovi siti archeologici che vanno dai primi insediamenti preistorici ai più recenti villaggi ottomani. Iniziata nel 2012, nei prossimi mesi la campagna si estenderà verso Asingrian e Tell Gomel. Ma andiamo con ordine.
Prima di tutto il professor Bonacossi ci tiene a chiarire che anche se il confine dell’area di scavo arriva a 10 chilometri dalla zona controllata dall’Isis, l’università opera in una regione sicura. «Siamo sempre in contatto con la Farnesina, siamo una missione degli Affari esteri seguita dall’Unità di crisi e dall’ambasciata a Bagdad. Non partiamo se il ministero non ci dice che possiamo farlo». Rientrati a metà ottobre, gli archeologi si preparano a tornare in quei luoghi in primavera per la consueta campagna di studio dei reperti che, ogni anno, anticipa quella di scavo.
Chiarito questo aspetto torniamo alle scoperte. Dal 2012, il “Progetto archeologico regionale Terra di Ninive”, questo il nome della missione, ha consentito di portare alla luce 982 siti, 12 quelli censiti prima dell’avvio della collaborazione tra Friuli e Kurdistan iracheno. Rinvenute anche tre miniere per l’estrazione della selce, centinaia di strumenti preistorici (V e IV millennio a.C.) e decine di grotte, ripari e aree frequentate dalle popolazioni preistoriche. Altrettanta attenzione è stata riposta dagli studiosi sul monumentale sistema di canalizzazione neo assire (VIII-VII a.C.). Ma non è ancora tutto perché dagli indizi raccolti, gli studiosi ritengono che nella piana antistante il sito archeologico di Tell Gomel, fu combattuta la celebre battaglia di Gaugamela tra Alessandro Magno e il re persiano Dario III. Correva l’anno 331 a.C.
«I risultati - sottolinea Morandi Bonacossi - sono preziosi perché migliorano le nostre conoscenze sullo sviluppo degli insediamenti in una regione chiave dell’antica Mesopotamia. Chiaramente il territorio non ha esaurito il suo potenziale e rimane un’area di primaria importanza per la ricerca archeologica nel Vicino Oriente, non solo per l’epoca assira, ma anche per i periodi preistorico e protostorico e per l’età Ellenistica, partica e islamica».
In questo momento l’attenzione viene riposta sullo studio del lago. Andrea Zerboni, geoarcheologo dell’università di Milano che collabora con la missione udinese, ritiene che il campionamento della sequenza lacustre e lo studio dei sedimenti e degli antichi pollini in essi contenuti, permetteranno di ottenere dati sull’ambiente e sul clima antichi e sulla loro evoluzione come conseguenza di cambiamenti climatici e dell’azione dell’uomo. La scoperta delle miniere
di selce, invece, lo affermano Cecilia Conati Barbaro de “La Sapienza”, e Marco Iamoni dell’ateneo udinese «aiuterà a comprendere le strategie economiche, lo sfruttamento del territorio e le reti di scambio delle comunità protostoriche del V e IV millennio a.C.».
Fonte:http://messaggeroveneto.gelocal.it/tempo-libero/2016/11/26/news/lago-di-20-mila-anni-fa-nel-kurdistan-iracheno-1.14476605