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Home Articoli Palloncini per Assude, la prima bambina con il midollo nuovo nel Kurdistan iracheno


Palloncini per Assude, la prima bambina con il midollo nuovo nel Kurdistan iracheno

di Letizia Rittatore Vonwiller

http://27esimaora.corriere.it/16_dicembre_27/palloncini-assude-prima-bambina-il-midollo-nuovo-kurdistan-iracheno-6ba89280-cc6f-11e6-9c7b-d45dac8e6278.shtml

Esplora il significato del termine: «Quando ad Assude, la prima bambina curda che abbiamo trapiantato, il midollo ha attecchito e ha iniziato a funzionare, mi sono .....

commossa. Eppure in Italia lo faccio e lo vedo tutti i giorni. Ma a Sulaymaniyah, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, mi è sembrato un miracolo», racconta Marta Verna, medico che lavora nel centro trapianti della clinica pediatrica dell’Università Milano Bicocca e si occupa anche di progetti di cooperazione internazionale in ambito sanitario. Uno di questi, diretto dal professor Ignazio Majolino e finanziato dalla Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), l’ha portata all’Hiwa Hospital di Sulaymaniyah per affrontare l’aumento di casi di patologie ematologiche, dovuto anche all’emergenza umanitaria. Ha scritto Nessuno esca piangendo (Utet), appassionante memoir che parla di malattia e infertilità. E ha fatto parte del gruppo di medici e infermieri che si sono alternati per dieci mesi a formare ed affiancare in corsia gli operatori locali nell’ospedale di Sulaymaniyah.
Siamo nel Kurdistan iracheno, parte dell’Iraq e al tempo stesso Paese indipendente con un Parlamento, una bandiera e una propria lingua, che dopo la guerra in Iraq ha avuto un boom di crescita economica per giacimenti di idrocarburi e molti scambi con l’estero mentre, con gli scontri di Mossul e l’offensiva contro Da’esh, tutto è cambiato e c’è una grande crisi.«Sulaymaniyah voleva diventare come Dubai, piena di grattacieli; ora è una città di scheletri di cemento. Però ha un campo di accoglienza grande e organizzato, che ospita oltre 15mila rifugiati, soprattutto iracheni. Perché i curdi, popolo tra più perseguitati al mondo, sono molto generosi», continua Verna. «Qui non esistono centri trapianto di midollo, sebbene ve ne sia una grande necessità, e non solo per le patologie oncologiche. Nei bambini c’è un’altissima incidenza di talassemia, una malattia genetica - spiega Marta Verna - che costringe i pazienti a trasfusioni mensili per tutta la vita. Il trapianto sarebbe invece risolutivo. E, vista la diffusione di famiglie numerose, si troverebbe facilmente un fratello con il midollo compatibile». Questo progetto è in scadenza a metà gennaio, ma il gruppo dei volontari, appoggiato dalla ong Avsi, ha vinto un nuovo bando Aics con un progetto dedicato alla diagnosi e alla cura della leucemia infantile, che sarà diretto dal dottor Valentino Conter, proveniente dalla Clinica pediatrica dell’Università Milano Bicocca. «Sarà un’impresa difficile. Per la leucemia occorre competenza di medici e biologi, soprattutto nella fase di diagnostica. Bisogna sapere quali bambini possono essere sottoposti a trapianto di midollo osseo».
«Quando ad Assude, la prima bambina curda che abbiamo trapiantato, il midollo ha attecchito e ha iniziato a funzionare, mi sono commossa. Eppure in Italia lo faccio e lo vedo tutti i giorni. Ma a Sulaymaniyah, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, mi è sembrato un miracolo», racconta Marta Verna, medico che lavora nel centro trapianti della clinica pediatrica dell'Università Milano Bicocca e si occupa anche di progetti di cooperazione internazionale in ambito sanitario. Uno di questi, diretto dal professor Ignazio Majolino e finanziato dalla Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), l’ha portata all’Hiwa Hospital di Sulaymaniyah per affrontare l’aumento di casi di patologie ematologiche, dovuto anche all’emergenza umanitaria. Ha scritto Nessuno esca piangendo (Utet), appassionante memoir che parla di malattia e infertilità. E ha fatto parte del gruppo di medici e infermieri che si sono alternati per dieci mesi a formare ed affiancare in corsia gli operatori locali nell’ospedale di Sulaymaniyah.
Siamo nel Kurdistan iracheno, parte dell'Iraq e al tempo stesso Paese indipendente con un Parlamento, una bandiera e una propria lingua, che dopo la guerra in Iraq ha avuto un boom di crescita economica per giacimenti di idrocarburi e molti scambi con l’estero mentre, con gli scontri di Mossul e l’offensiva contro Da’esh, tutto è cambiato e c’è una grande crisi.«Sulaymaniyah voleva diventare come Dubai, piena di grattacieli; ora è una città di scheletri di cemento. Però ha un campo di accoglienza grande e organizzato, che ospita oltre 15mila rifugiati, soprattutto iracheni. Perché i curdi, popolo tra più perseguitati al mondo, sono molto generosi», continua Verna. «Qui non esistono centri trapianto di midollo, sebbene ve ne sia una grande necessità, e non solo per le patologie oncologiche. Nei bambini c’è un’altissima incidenza di talassemia, una malattia genetica - spiega Marta Verna - che costringe i pazienti a trasfusioni mensili per tutta la vita. Il trapianto sarebbe invece risolutivo. E, vista la diffusione di famiglie numerose, si troverebbe facilmente un fratello con il midollo compatibile». Questo progetto è in scadenza a metà gennaio, ma il gruppo dei volontari, appoggiato dalla ong Avsi, ha vinto un nuovo bando Aics con un progetto dedicato alla diagnosi e alla cura della leucemia infantile, che sarà diretto dal dottor Valentino Conter, proveniente dalla Clinica pediatrica dell'Università Milano Bicocca. «Sarà un’impresa difficile. Per la leucemia occorre competenza di medici e biologi, soprattutto nella fase di diagnostica. Bisogna sapere quali bambini possono essere sottoposti a trapianto di midollo osseo».
http://27esimaora.corriere.it/16_dicembre_27/palloncini-assude-prima-bambina-il-midollo-nuovo-kurdistan-iracheno-6ba89280-cc6f-11e6-9c7b-d45dac8e6278.shtml